Bambu e fibre naturali nei MOCA in plastica - Mori 2A
MOCA PLASTICA BAMBU

08 Ottobre 2021

Bambu e fibre naturali nei MOCA in plastica

Negli ultimi anni sono comparsi sul mercato MOCA (materiali e oggetti destinati al contatto alimentare) in plastica contenenti additivi a base vegetale, tra cui bambù, lolla di riso, amido di mais, farina di legno, girasole macinato, buccia di semi di girasole e altri ; una tendenza ormai generale che mira allo sviluppo di materiali plastici più sostenibili.

Alcuni di questi materiali sono elencati nell’attuale elenco dell’Unione del regolamento (UE) 10/2011, per esempio:

  • FCM n. 24 Fibre di cotone
  • FCM n. 96 Farina e fibre di legno, non trattate
  • FCM-No. 1060 Bucce di semi di girasole macinate

L’utilizzo di prodotti di plastica contenenti fibre di bambù viene spesso presentata come una scelta sostenibile. Deve invece essere chiaro che tali prodotti sono costituiti per la maggior parte da plastica, mentre il bambù è utilizzato esclusivamente come additivo riempitivo: tale applicazione rende la plastica ancora meno ecologica.

Dopo un periodo di valutazione e attente analisi, la Commissione Europea e l’EFSA ( l’ Autorità europea per la sicurezza alimentare ) hanno confermato il rischio concreto per la salute dei consumatori: il bambù macinato, la farina di bambù o sostanze simili non possono più essere aggiunte alle materie plastiche in contatto con gli alimenti.

Perché l’utilizzo di bambù e additivi a base vegetale possono rappresentare un rischio per la salute ?

L’utilizzo di additivi vegetali come il bambù nelle materie plastiche può rappresentare un rischio per i consumatori in quanto può avvenire un degrado accelerato di alcune materie plastiche e conseguente migrazione di sostanze dalla plastica agli alimenti.

“La plastica si degrada e la melamina e la formaldeide possono migrare negli alimenti in quantità rischiose, che superano i limiti di sicurezza (denominati: limiti di migrazione specifici) stabiliti dal regolamento (UE) 10/2011”, spiega la Commissione Europea.

Negli ultimi anni sono state segnalate dal RASFF (Rapid Alert System for Food and Feed) diverse notifiche riguardanti materiali e oggetti a contatto con gli alimenti a base di bambù. In questi prodotti le fibre di bambù sono incollate insieme per mezzo di resine di formaldeide-melammina: la migrazione di melamina e formaldeide è stata trovata in diverse occasioni notevolmente al di sopra dei limiti di migrazione specifica (SML) di 2,5 mg/kg e 15 mg/kg rispettivamente. Le ragioni di questi alti valori di migrazione possono essere ricercate nella alterazione della resistenza e della stabilità all’idrolisi della resina causata dalla carica di bambù. In diversi casi, la non conformità ha portato al ritiro dei prodotti dal mercato.

Attenzioni e consigli

I prodotti destinati al contatto alimentare e realizzati al 100% da bambù o materiale vegetale possono essere legalmente commercializzati a patto che rispettino i requisiti di idoneità alimentare stabiliti dall’UE e dall’eventuale legislazione nazionale.

La Commissione Europea altresì raccomanda di diffidare da prodotti spesso presentati come “naturali”, “ecologici”, “compostabili” o “riciclabili”: queste diciture fuorvianti hanno lo scopo di colpire la sensibilità dei consumatori ed incentivarli ad acquistare qualcosa che ritengono sostenibile.

Consigliamo ai rivenditori e distributori di richiedere ai propri fornitori tutte le dichiarazioni di conformità necessarie affinché il consumatore sia tutelato sia nel momento dell’acquisto e soprattutto nell’ utilizzo del prodotto stesso.

A tal proposito ricordiamo che i prodotti Mori 2A dispongono di tutte le certificazioni richieste dalla norma vigente. Qualità e sicurezza sono per Mori2a valori imprescindibili: tutti i nostri prodotti sono testati da un laboratorio esterno che ne certifica l’idoneità sulla base dei limiti di migrazione specifica (SML) stabiliti dalla normativa europea e nazionale.

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