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08 settembre 2016
Vasche raggio 15 mm accoppiate

Le vasche Mori 2A sono realizzate con acciaio inossidabile AISI 304 (1.4301) che appartiene alla famiglia degli acciai austenitici e risulta essere quello maggiormente impiegato in quanto offre ottime performance dal punto di vista della deformazione, oltre a garantire un’ ottima resistenza alla corrosione.Gli acciai austenitici non possono innalzare le loro caratteristiche meccaniche per mezzo di trattamenti termici ma possono incrementare le proprietà tensili per effetto dell’ incrudimento conseguente a deformazioni plastiche a freddo (laminazione,imbutitura ecc.).Durante il processo produttivo, Mori 2A tra la prima deformazione e la seconda (calibratura),  effettua un trattamento termico chiamato “tempra di solubilizzazione” che rimuove le alterazioni strutturali e manda in soluzione i carburi. Prima di procedere alle fasi di lucidatura le vasche Mori 2A vengono sottoposte ad un trattamento di decapaggio che consente d i ripris tinare lo strato passivo senza il quale non si può parlare di resistenza alla corrosione.

Attenzione alla saldatura
La permanenza più o meno prolungata in determinati intervalli di temperatura (ad esempio 450°C – 850°C per gli acciai inossidabili austenitici) crea una precipitazione di carburi di cromo a bordo dei grani; tali zone, dove il tenore di cromo scende al di sotto della percentuale minima (10,5% circa) necessaria per garantire   l’ inossidabilità, in presenza di un agente aggressivo diventano sedi di attacco corrosivo. Per evitare questo fenomeno nei casi in cui sia necessaria una saldatura è consigliabile utilizzare acciai inossidabili a basso contenuto di carbonio, i tipi L (low carbon) oppure stabilizzati con opportune quantità di Titanio o Niobio (per esempio AISI 321 o 316 Ti).
Vale la pena sottolineare alcuni aspetti importanti inerenti la saldatura di questi materiali:
E’ bene evitare apporti eccessivi di calore per limitare fenomeni di ingrossamento del grano e la relativa diminuzione di tenacità. La corretta scelta degli elettrodi (a struttura austenitica) ed il controllo dei parametri permettono in generale di evitare trattamenti termici post-saldatura. Importante è far seguire alla fase di saldatura quella di decapaggio / passivazione al fine di eliminare l’ ossidazione e le scorie nelle zone termicamente alterate e quindi ripristinare il film passivo che garantisce la resistenza alla corrosione.