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01 gennaio 1970
VALORI MEDI MENSILI NICKEL – ALCUNI MESI DEL 2019

*Il valore di settembre è stato stimato in base alla condizione che il valore del nickel fino al 30/09 rimanga attorno ai $ 17.500 ed il dollaro ad 1.1050

Fino alla metà di luglio, complici le previsioni di calo della domanda tipiche del periodo estivo, le quotazioni di vendita dell’inox si sono indebolite, ignorando di fatto la risalita del nickel . Verso la fine di luglio infatti ha cominciato a manifestarsi una lenta ripresa dei prezzi ed è stata superata la quota di $/ton 14.000

Proprio verso la fine di luglio il vento è cominciato a cambiare, con la consapevolezza che la quotazione del nickel stesse prendendo una piega veramente pericolosa.

Ad Agosto e nella prima decade di settembre la salita è stata intensa e la quotazione del nickel in dollari ha superato la quota di 18.700 . Il cambiamento è stato importante: se consideriamo la differenza tra il valore medio del nickel di settembre in €/ton, e cioè 15.931 (vedi tabella sopra), ed il valore minimo di giugno (€/ton 10.655) , la differenza risulta essere di €/ton 5.276, il cui 8%, se parliamo di 304, vale €/ton 422.

L’accelerazione della quotazione del nickel è stata determinata dalla decisione del governo indonesiano di anticipare la data di divieto di esportazione del minerale all’inizio di dicembre 2019.
Precisamente il divieto di esportazione riguarda il minerale dal quale viene estratto il “dirty nickel”, il Nickel Pig Iron, ricavato solo in Cina con procedimento industriale alquanto inquinante.
Il governo indonesiano vuole di fatto incentivare la lavorazione del minerale all’interno del suo territorio, vietandone a breve l’esportazione. Da qui la previsione, ma anche la reale rilevazione, che tutto il mondo delle acciaierie far est deve/dovrà ricorrere all’LME, ed in presenza di scorte di nickel di ton 150.000 tonnellate circa (meno della metà di due anni fa) l’aumento non poteva che consolidarsi.
L’aumento del nickel non è dovuto ad una crescita della domanda in maniera reale, ma solo al fatto che maggiori acquisti all’LME sono dettati da un provvedimento governativo, il cui ripensamento (non impossibile in certe culture) potrebbe di fatto modificare nuovamente la realtà.
Inoltre è da sottolineare che le acciaierie, vendendo a prezzi per consegne future e quindi inclusivi del pieno aumento, sembrano essere piuttosto “scariche” di ordini, e questo è testimoniato anche dai programmi di cassa integrazione che verranno posti in essere a Terni. Tutte le acciaierie accusano un drammatico calo dei profitti e quindi non possono fare leva sulle quotazioni di vendita perché tra aumento del nickel, e bilanci in rosso, gli spazi di manovra al ribasso sono veramente scarsi.

Quale sarà lo scenario finale? C’è chi si aspetta che un probabile cambiamento di rotta avverrà non prima di gennaio/febbraio 2020, ma la maggior parte non si pronuncia.